Un amore lungo una vita.

Il 23 giugno scorso, nella cittadina di Descanso, nel sud del Brasile, Eliseu Oro e la moglie Teresinha Reginato hanno festeggiato il raggiungimento di un traguardo davvero notevole: i 73 anni di matrimonio.

Eliseu è discendente degli Oro “Pegorei”, fodati partiti per il Brasile a fine ‘800 dalla pianura veneta, in particolar modo dalla provincia di Verona, dove si erano stabiliti per via della loro occupazione di pastori. Alcuni dei loro familiari, già secoli orsono, si erano insediati anche nelle campagne di altre province venete, così come avvenuto per altre famiglie di fodati, che tuttavia hanno sempre mantenuto il loro legame con il paese natìo, in particolar modo in occasione di cerimonie religiose ed eventi importanti.

Teresinha, la moglie di Eliseu, è anch’ella di origine veneta, della provincia di Treviso, come si evince dal suo cognome.

Proprio per il fatto che gli Oro “Pegorei” erano pastori che trascorrevano le loro vite per lo più lontano da Foza, Eliseu e i suoi familiari ebbero delle difficoltà, all’inizio della loro ricerca orientata alla riscoperta delle proprie origini, cominciata già negli anni ottanta e novanta. Sapevano di essere italiani e che i loro antenati provenivano da una zona “vicino a Legnago” ma non vi era memoria di informazioni più specifiche che permettessero di arrivare con esattezza ad identificare la “culla” della loro famiglia. Dopo numerose ricerche, svolte sia di persona in Italia, sia per via epistolare, Eliseu giunse in quel di Cerea, nel veronese, accompagnato dalla figlia Elisete e dal marito di lei, Mario Andreatta, discendente di emigranti arrivati in Brasile dalla provincia di Trento. Una volta raggiunta la parrocchia della cittadina della bassa veronese, poterono conversare con la perpetua, essendo in quel momento assente il parroco. Grazie all’aiuto di quella signora e di suo marito, appassionato di ricerca storica, poterono finalmente scoprire che il luogo effettivo d’origine della famiglia Oro era Foza. Entrati in contatto col comune di Foza, e in particolare con Costantino Oro, all’epoca impiegato comunale, hanno poi costruito un legame indissolubile anche con la mia famiglia, soprattutto in seguito al primo raduno italiano delle famiglie Oro, quello del 26 agosto 2001, a mio avviso il più significativo e ben riuscito dei raduni delle famiglie Oro a Foza. In quella circostanza Eliseu venne accompagnato dal figlio Dirceu, dalla figlia Elisete col marito Mario Andreatta e da Don Ivo Pedro Oro, fratello di Eliseu, che concelebrò la solenne messa che si tenne nella nostra chiesa parrocchiale dedicata a Maria Assunta.

Agosto 2001, primo raduno delle famiglie Oro a Foza.

Tornando ai giorni nostri, il grande evento del 23 giugno scorso è stato commemorato da Eliseu e Teresinha assieme a figli e nipoti in quella cittadina, Descanso, dove la coppia abita da decenni e di cui Eliseu è stato anche sindaco, diversi anni orsono. Si tratta di un luogo situato in una regione verdeggiante, a poche decine di chilometri dalla frontiera con l’Argentina, nell’estremo ovest dello stato di Santa Catarina, uno dei più sviluppati del Brasile, affettuosamente definito “Santa e bela Catarina”. Più volte mi sono recato in quella regione occidentale dello stato, raggiungendo Descanso e la limitrofa São Miguel d’Oeste in auto, dopo essere atterrato all’aeroporto di Chapecó, città divenuta famosa in seguito alla tragedia della Chapecoense, la squadra di calcio il cui aereo è precipitato nel 2016 in territorio colombiano, causando la morte di quasi tutti i giocatori, i dirigenti e le altre persone a bordo del velivolo.

Vista di Descanso – SC – Brasile

Nell’Ovest Catarinense, che qualcuno degli abitanti definisce “Vecchio West”, si vedono coltivazioni a perdita d’occhio, affiancate da qualche industria e da cittadine di provincia. Non vi sono metropoli e la vita scorre a un ritmo non frenetico che permette di gustare meglio l’atmosfera del luogo, pervasa da quello spirito che ricorda, ad ogni angolo, il lavoro e la tradizione dei nostri emigranti. Le spiagge di Rio, inondate di sole e di musica, e le luci scintillanti dei grattacieli di San Paolo sembrano ancora più lontane di quanto effettivamente siano, quando ci si siede su una panchina a Descanso, immersi nel silenzio della piccola provincia, tra monti e valli. Ho ancora davanti agli occhi uno dei luoghi che si possono scorgere osservando il panorama da una finestra della casa di Eliseu, perché sin dalla prima volta mi ha fatto venire in mente il colle dei Carpenedi. A pochi chilometri dalla località appena menzionata si trova invece una valle chiamata “Linha Alegre”, dov’era situata la casa di Anacleto Oro, un altro fratello di Eliseu. Quest’ultimo posto mi ha sempre ricordato la contrada dei Chigner, luogo fondamentale della mia prima infanzia a Foza.

Non manca tuttavia, a Descanso, un riferimento ad un significativo elemento che appartiene a tutto il Brasile di fede cristiana: una riproduzione, ovviamente in scala ridotta, del Cristo Redentore, la statua che si erge dagli anni Venti del secolo scorso sul monte Corcovado, a Rio de Janeiro. La scultura presente a Descanso fu invece inaugurata nel 1949, proprio lo stesso anno in cui convolarono a nozze Eliseu e Teresinha. Anche a Guaporé, luogo di origine di Eliseu, esiste una statua analoga, così come in vari altri luoghi del Brasile e del mondo.

Statua del Cristo Redentore a Descanso – SC – Brasile.

Fa inoltre un grande effetto, in tutta la cosiddetta “Regione Sud” del Brasile, composta dagli stati di Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul, vedere cartelli ed insegne con cognomi italiani, soprattutto veneti, poiché buona parte della popolazione è discendente da emigranti partiti dai nostri paesi, specialmente a fine Ottocento. Non fa eccezione la zona di Descanso, che è stata a sua volta meta di emigrazione interna, poiché molte famiglie di origine veneta vi si sono trasferite partendo dal Rio Grande do Sul.

Per farsi un’idea, l’estensione della Regione Sud, ossia la somma del territorio dei tre stati sopracitati, è quasi il doppio rispetto ai chilometri quadrati che compongono l’Italia.

Si calcola che attualmente in Brasile le persone che parlano o capiscono la lingua veneta siano quasi il doppio rispetto a quelle presenti nel Veneto stesso. Il “Talian”, come viene definito lì, è in sostanza il veneto dei nostri avi, contenente termini oramai scomparsi nella parlata odierna nostrana, arricchito da elementi provenienti da altri dialetti italiani, nonché da terminologie portoghesi.

Per quanto riguarda la nostra Foza, in Brasile sono numerosi i luoghi dove possiamo trovare famiglie di origine fodata: nella “Regione Sud” io stesso ho avuto occasione di riscontrare personalmente ad esempio i cognomi Oro, Menegatti, Lunardi, Gheller, Alberti, Marcolongo, Chiomento, Faganello, Cappellari, Stona, Lazzaretti, Carpenedo.

Anche in altri Stati più a nord non mancano famiglie nostrane: ad esempio a San Paolo, in uno dei quartieri più nobili della metropoli, troviamo i Chiomento “Petarutz”, che contribuirono alla costruzione della chiesa di Sant’Antonio, assieme a Padre Orazio Cappellari “Checa”[1], nel centro della capitale paulista. Nello stato di Espírito Santo, a nord di Rio de Janeiro, abita qualche famiglia Oro trasferitasi nei pressi dello splendido litorale immediatamente a sud di Vila Velha e della capitale Vitória. In effetti va rimarcato che non solo al Sud ma anche negli stati di San Paolo ed Espírito Santo la presenza di discendenti di emigranti italiani, in particolar modo veneti, è notevole.

Genova 1953. Padre Orazio in attesa di imbarcarsi per il Brasile.

Con ogni probabilità, facendo delle ricerche, potremmo riscontrare l’esistenza di persone con cognomi fodati in diverse altre località del Brasile, così come accade in numerosi altri paesi del mondo.

Tornando a Eliseu e Teresinha, oggi hanno rispettivamente 95 e 92 anni, essendo Eliseu nato il 10 dicembre 1926 nei pressi di Guaporé, nel Rio Grande do Sul, e Teresinha il 25 agosto 1930 a Nova Prata, sempre nel Rio Grande do Sul. Eliseu è il figlio maggiore di Pedro Oro e Genoveffa Gava. Suoi nonni paterni erano Elisabetta Pollo e Vincenzo Oro; Vincenzo, figlio di Carolina Isolato e Giovan Battista Oro, fu l’ultimo della famiglia a nascere in Italia, pochi anni prima della partenza dal porto di Genova assieme alla famiglia, alla volta del Brasile, nel 1887, su una nave chiamata “Po”.

Eliseu e Teresinha si conobbero in occasione di una festa parrocchiale all’inizio del 1949 in un luogo chiamato Ciriaco, oggi comune, che all’epoca faceva invece parte del comune di Passo Fundo, Rio Grande do Sul. Si fidanzarono e nel giro di pochi mesi si sposarono, il 23 giugno 1949, in una chiesa dove erano presenti pochi invitati, poiché qualche giorno prima un lutto aveva colpito la famiglia di Eliseu; un suo cugino morì in un incidente mentre serviva l’esercito a Porto Alegre. Non era possibile rimandare il matrimonio, a causa dei preparativi già ultimati, per cui venne presa la decisione di celebrare le nozze in maniera più sobria e raccolta.

Eliseu Oro e Teresinha Reginato, 73mo anniversario di matrimonio.

Dal loro matrimonio sono nati sei figli, di cui tre maschi: Ari Pedro, Dirceu e Gilberto, e tre femmine: Leda, Elisete e Aurea, tutti quanti con alle spalle una carriera di stimati professionisti in svariati settori lavorativi.

Attualmente Eliseu e Teresinha hanno inoltre dodici nipoti e dieci pronipoti.

Eliseu e Teresinha (al centro) con i loro sei figli – (da sin.) Leda, Dirceu, Ari, Elisete, Gilberto, Aurea

Il primogenito, Ari Pedro, nacque l’anno successivo al matrimonio e dunque Teresinha, sin dall’inizio, ha fatto la casalinga, prendendosi cura della casa, dei figli e in seguito dei nipoti, partecipando però attivamente anche alla vita sociale e alle attività della parrocchia.

Eliseu, dopo essersi dedicato da giovane per qualche anno ad attività agricole, è stato professore, impiegato del governo statale quale esattore delle tasse ed anche scrittore, attività che continua ad esercitare. Ha scritto in totale tredici libri, il più recente dei quali è “Família Oro, do Norte da Italia ao Sul do Brasil”, edito nel 2015 e poi ristampato nel 2017. A tale volume, scritto assieme al figlio Dirceu, abbiamo contribuito anche io e mio padre Luigi scrivendo un capitolo riguardante le origini e la storia della famiglia Oro a Foza. Gli autori stanno già lavorando ad una prossima edizione aggiornata.

Eliseu e il figlio Dirceu in occasione della presentazione del loro libro (la seconda edizione, del 2017)

Eliseu si è occupato anche di politica locale, essendosi adoperato per l’emancipazione di Descanso, divenuto infatti un comune a sé stante anche grazie al suo impegno, tanto che ne divenne il primo sindaco, ricoprendo successivamente anche il ruolo di assessore, sia nella stessa Descanso che nel vicino comune di Mondaí. Anch’egli, come la moglie, è sempre stato molto legato alla chiesa cattolica, con una partecipazione significativa alla parrocchia nel ruolo di Ministro straordinario dell’Eucaristia per più di trent’anni. È stato anche presidente o facente parte del consiglio di vari club e scuole ed enti del comune di Descanso. Eliseu e Teresinha abitano da più di 50 anni a Descanso e si può certamente affermare che sono quindi legati a filo doppio a Descanso, conosciuti e rispettati da tutti per il loro grande contributo per la comunità, nel settore politico, sociale, economico e religioso.

Eliseu è stato anche uno degli organizzatori, assieme al figlio Dirceu e ad altri familiari, del terzo incontro delle famiglie Oro in Brasile, quello tenutosi proprio a Descanso, il 2 maggio 2015, al quale abbiamo partecipato anche io e mio padre.

Incontro delle famiglie Oro a Descanso, Santa Catarina (Brasile), il 2 maggio 2015.

Va sottolineato che è in programma un nuovo raduno delle famiglie Oro in Brasile, organizzato per il giorno 13 novembre 2022, a Chapecó, città già menzionata in precedenza e distante circa 130 chilometri da Descanso.

L’attaccamento alle radici e la strenua volontà di riallacciare i rapporti con la terra di origine e la sua gente hanno sempre contraddistinto Eliseu e i suoi familiari, che hanno saputo trasmettere tali valori e sentimenti anche ai figli e, attraverso di loro, ai nipoti. La famiglia Oro in Brasile è molto grande, poiché, trattandosi di un flusso migratorio che ebbe inizio alla fine dell’Ottocento, oramai 140 anni fa, al giorno d’oggi si è giunti alla settima generazione, senza dimenticare il fatto che, oltre al piccolo Vincenzo, nonno di Eliseu, e alla sua famiglia, partirono parecchi altri parenti Oro per il Brasile, tra cui delle famiglie appartenenti al ramo dei “Nobili”, una delle quali si è stabilita ed ha diverse attività a Foz do Iguaçu, nei pressi delle famose cascate al confine con Argentina e Paraguay, luogo dove c’è anche un albergo gestito da una famiglia Bortoli originaria di Asiago. Si può dunque tranquillamente affermare che oggigiorno vi sono diverse centinaia di Oro sparsi per il paese sudamericano.

La speranza e l’augurio è che i valori comuni e il legame familiare rimangano sempre saldi e consentano di poterci riunire in un altro grande abbraccio come quello dei raduni precedenti, sia in Brasile che a Foza, terra che per gli emigranti è così lontana geograficamente ma così vicina al cuore.

Pergamena inviata alla coppia dal Papa in occasione del loro settantesimo anniversario di matrimonio (2019)

Gabriele Menegatti Oro


[1] Missionario scalabriniano nato a Foza e trasferitosi in Brasile negli anni Cinquanta, insostituibile punto di riferimento per la comunità di origine italiana a San Paolo per decenni. Era anche amico e confessore del famoso calciatore Pelé. Inoltre era stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana per la sua grande opera di missione in terra brasiliana ed era considerato una vera e propria istituzione, amato e rispettato da tutti. Scomparve in seguito a grave malattia nel 2000, nel periodo in cui si trovava in visita a Foza, dove è sepolto, anche se aveva a suo tempo espresso il desiderio che dopo la morte le sue ossa rimanessero in Brasile.

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