Antonio Remigio Menegatti (Cavabuse)

Ancora un volto e una storia importante e poco conosciuta. Da un post della Signora Vilma Renati, cui ha fatto seguito la pubblicazione di una foto di Alberto Menegatti, ho ricostruito la storia del nostro compaesano Menegatti Antonio Remigio, figlio di Abramo Cavabuse. Nato a Foza il 25/09/1914 viene reclutato per il servizio militare nel 1934, Fanteria/ Compagnia Mitragliatrici. Allo scoppio della seconda guerra mondiale viene richiamato in armi e parteciperà alla alla Campagna di Grecia nel Dodecaneso. Dopo la famigerata data dell’ 8 settembre 1943 viene viene fatto prigioniero dai tedeschi nell’isola di Rodi. Per continuare la guerra ai tedeschi serviva mano d’opera per le loro attività produttive, decisero così di trasferire migliaia di prigionieri nei campi di lavoro (forzati) in Germania ??. L’11 febbraio 1944 requisirono agli italiani la nave Oria( 2000 tonnellate) per trasferire i prigionieri da Rodi alla terraferma per deportarli in Germania. L’ Oria era stipata all’inverosimile, a bordo c’erano più di 4000 soldati italiani che si erano rifiutati di aderire alla R. S. I. , l’equipaggio norvegese e 90 tedeschi di guardia. Il giorno successivo (12 febbraio 1944) la nave viene colta da una tempesta e affonda al largo dell’isola di Patroklos (mar Egeo), erroneamente conosciuta in Italia col nome di Isola di Goidano o dei Somarelli. Dal naufragio si salvarono soltanto 37 italiani, 6 tedeschi, 1 greco e 5 uomini dell’equipaggio. Antonio Remigio non è fra i pochi sopravvissuti. Nel suo post Alberto Menegatti scrive: “marito” di mia zia Virginia Omizzolo Consora. Questo è in parte vero. Virginia e Antonio erano fidanzati e avevano già fissato la data delle nozze ma gli eventi legati all’8 settembre 1943 lo hanno impedito. Virginia si considerava a tutti gli effetti una vedova di guerra.

Domenico Alberti

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