La storia della fam. Omizzolo Mario dai ricordi della nipote Mariuccia. 

Il nonno Mario, nato l’11/01/1887, era figlio di Omizzolo Adamo e di Gheller Domenica.

I suoi fratelli si chiamavano: Domenico (Meni), vissuto gran parte della sua vita a Sabaudia (LT); Iginio (Gini), abitava a Moncalieri (TO); Silvio ed Ettore, erano emigrati in Australia; Ilario, abitò a Foza; Emma, visse a Venaria (TO).

L’11/02/1915 sposò la nonna Gheller Maria, nata il 19/05/1891 da Gheller Marco e Frison Giacoma, rispettivamente 28 anni il nonno e 24 la nonna.

Maria Gheller “Cruna” e Mario Omizzolo “Cursor”.

Ebbero il primo figlio, Mariano Arturo, che morì il 2/04/1916 a soli 7 mesi, di bronchite. Di questo zio mi è rimasto impresso un quadro che lo ritraeva senza vita e che era sempre esposto in una stanza della casa dei nonni in via Euclide Turba.

Poco dopo la morte di Mariano, il nonno si arruolò perchè era in atto la prima guerra mondiale e la nonna dovette abbandonare Foza, subito dopo la morte di sua madre, lasciando il compito ai soldati di darle sepoltura.

La nonna, come profuga, si stabilì a Soave San Bonifacio (VR) dove nacquero la zia Virginia e la zia Olga (Giacomina). Successivamente si spostò a Cittadella (PD) dove nacque la zia Lucinda (Domenica).

Finita la guerra tornarono a Foza e abitarono nella casa davanti ai “giardinetti”, dove nacquero la zia Elvira, mia mamma Maria (Ada), la zia Gemma (Agata), la zia Anna e lo zio Livio.

Foza 1921, Maria Gheller Cruna con le figliolette, a sinistra Olga e a destra Virginia Omizzolo.

Traslocarono successivamente nella casa dove trascorsero tutti gli altri anni della loro esistenza. Qui nacque la zia Santina, che è l’unica sorella rimasta, e che la abita in estate.

La famiglia Omizzolo Mario “Consor”, Foza, 1928. Da sinistra Maria Gheller con in braccio Anna, Gemma, Maria, Elvira, Lucinda, Olga e Virginia.
Anno 1943 in via Turba. Gheller Maria Cruna con le figlie Omizzolo Maria e Santina, l’ultima delle sorelle Omizzolo.

In riferimento alla guerra mi viene in mente che il nonno, anche se erano passati parecchi anni, detestava il riso perchè ne aveva mangiato tanto e scotto, al fronte.

Un’altra tragedia che vissero i miei nonni fu la morte dell’altro figlio, Livio, che avvenne nel 1946.

Questo dramma segnò per sempre la vita della cara nonna, perchè l’ho sempre vista vestita a lutto e, raramente, accennava ad un sorriso.

Lo zio Livio era un brillante studente che frequentava un Istituto Tecnico di Bassano. Tornava a casa in parte in bicicletta e in parte facendo la “Vaesea”. Il 27/04/1946, non vedendolo arrivare ed avendo avuto la segnalazione da un viandante che Livio non si era sentito bene lungo la strada del rientro, la nonna con la zia Virginia si fecero accompagnare per raggiungerlo. Purtroppo, quando lo videro, era già morto e, come si può immaginare, grande fu la disperazione della nonna! Livio era un adolescente molto alto e forse questa crescita deve aver compromesso la normale funzionalità del cuore, che avrà ceduto alla faticosa salita verso casa.

Livio Omizzolo (1930-1946), foto del 1944.

Il nonno era impiegato nel Municipio di Foza, come messo comunale ”Cursor” e questo gli permetteva di mantenere la numerosa famiglia.

La nonna contribuì all’economia domestica, coinvolgendo le figlie in varie attività, a servizio non solo del nucleo familiare, ma anche dei paesani. Una zia faceva la sarta, un’altra sapeva confezionare materassi e trapunte, un’altra ancora era maglierista e c’era anche chi sapeva rammendare le calze di nylon.

Nella casa non mancavano due o tre mucche, le galline e il maiale. Grazie alle mucche la nonna preparava il burro, mettendo la panna dentro uno speciale contenitore di vetro, che agitava a lungo con molta pazienza.

Il nonno, lavorando in Comune, aveva il compito di accompagnare ad Asiago i vari gruppi di coscritti, e ciò è documentato da tante fotografie fatte in Piazza Carli, davanti alla ”fontana del Fauno”.

Delle otto sorelle, sei si sposarono e le altre due, zia Virginia e zia Elvira, rimasero nella casa paterna ad accudire i genitori e ad accogliere le sorelle, che con mariti e figli, riempivano la casa durante le vacanze natalizie ed estive.

Mario Omizzolo accompagna in chiesa la figlia Maria il giorno delle sue nozze.
Bella foto della famiglia Omizzolo, con Mario Cursor, la moglie Maria Gheller Cruna e le otto figlie, all’ingresso della loro abitazione.

Finite le scuole i nipoti di Torino e quelli di Pergine (TN) si ritrovavano nella casa dei nonni per trascorrere 3 mesi di vacanza. Negli anni ‘60 eravamo circa una decina,più o meno della stessa età, perciò abbiamo tanti ricordi che ci hanno legato molto ai nonni. La nonna comprava chili di pane per sfamare i nipoti; ricordo che ci preparava la merenda con pane e mortadella o pane e mostarda vicentina (non piccante). Quando era tempo di fienagione, arrivavano nei campi borsate di panini e una bevanda frizzante “l’acqua bona”, una specialità della zia Gemma. Con la guida di alcune zie e dello zio Ernesto, anche noi nipoti avevamo l’obbligo di “fare il fieno e l’ardiva”. Se minacciava temporale, andavamo di corsa nel campo per fare i “muci” di fieno, perchè non si rovinasse con la pioggia.

Estate 1958.I nipoti di Omizzolo Mario davanti all’ex colonia di Monselice, in via Turba a Foza.

Ogni domenica, alla fine del pranzo, i nipoti presenti si mettevano in fila vicino al nonno che dava ad ognuno 10 lire: allora si poteva comprare un dolcetto dalla Tilde. Mi sembra ancora di vedere il caro nonno, seduto sulla sua poltrona, mentre legge “L’Adige”, giornale che gli arrivava quotidianamente grazie allo zio Ernesto che lavorava nella tipografia di Trento. A letto, prima di addormentarsi, leggeva invece le novelle della rivista “Confidenze”. Nei pomeriggi piovosi il nonno giocava a carte con i nipoti che si alternavano: ”tresette” e “briscola” erano i suoi giochi preferiti, dove dimostrava la sua abilità di giocatore.

Il nonno in un’ora precisa del pomeriggio si beveva il “goto” di vino con qualche biscotto.

Foza anni 60. Mario Omizzolo Cursor e Maria Gheller Cruna.

Quando i nonni erano ormai anziani, dormivano in camere separate: c’era la camera del nonno e quella della nonna!

Non posso dimenticare il nonno e la sua inseparabile pipa, che lo ha accompagnato fin quasi alla fine della sua esistenza.

Il nonno non si è mai vantato per il bene che faceva, ma io voglio ricordare la sua grande disponibilità verso gli amici. Era già mancato, quando ho saputo che per parecchi anni, dopo essersi alzato al mattino, andava in “piazza” dal suo amico Urbano Cappellari, proprietario del “Cacciatore”. Urbano trascorreva la giornata su una sedia a rotelle per una paralisi alle gambe. Il nonno lo prendeva in braccio e lo portava dal primo piano, dove aveva la camera, al piano terra. Lo sistemava nella carrozzina così poteva godere della compagnia dei frequentatori del locale.

Era solito avere le tasche piene di caramelle che dispensava ai nipoti, ma anche ai bambini che passavano davanti alla sua casa.

Devo menzionare un episodio che fa capire l’affetto, ma anche l’apprensione che la nonna aveva verso i suoi vivaci nipoti. Un pomeriggio, come capitava sovente, avevamo pensato di fare una passeggiata verso San Francesco, per raccogliere ciclamini e qualche funghetto. Improvvisamente si era scatenato un violento temporale e, poichè eravamo sprovvisti di ombrelli e indumenti per la pioggia, con l’incoscienza dell’età, abbiamo costruito un rudimentale capanno con frasche e rami per ripararci dal maltempo. Mentre ci godevamo i fulmini e la pioggia battente, tra barzellette e risate, vedemmo sopraggiungere la nonna, spaventatissima, con ombrelli e giacche impermeabili. Quando ci ha trovati, certamente le si era allentata la tensione, e penso che ci prendemmo una solenne sgridata con punizione!

Un’altra nota da non dimenticare è che la nonna lasciava Foza per raggiungere le figlie quando erano prossime al parto: era sempre presente in quelle occasioni e non solo. A Torino veniva sempre volentieri perchè diceva che l’aria di città le faceva bene!

Anche il nonno veniva a trovarci e, quasi sempre,veniva ospitato a casa mia.

Parco della Pellerina a Torino, meta di pic-nic a Pasquetta. Da sin. Maria con la piccola Mariuccia, il marito Bruno Gheller, Mario “Cursor” e Lucinda con il piccolo Mario Menegatti.
1974, Mariuccia, con il nonno Mario, nel giorno del suo matrimonio.

Era il 3 ottobre 1968 quando ricevemmo la notizia che la nonna era morta; mi pare che se ne sia andata con tutte le figlie accanto al suo letto e, proprio il giorno del suo funerale, io ho compiuto 18 anni.

Il nonno, invece, è mancato il 28 marzo 1977, a 90 anni.

Maria Gheller
Mario Omizzolo

Ho scritto solo alcuni dei ricordi dei miei cari nonni, altrimenti mi sarei dilungata troppo, ma li conservo tutti nel mio cuore. Ho avuto la fortuna e la gioia di trascorrere molti momenti della mia infanzia e gioventù, conoscendoli e amandoli molto, e credo che questo mio pensiero possa essere condiviso anche dai cugini, con i quali ho vissuto giornate memorabili e soprattutto spensierate nella casa dei nonni Omizzolo.

Mariuccia Gheller

8 risposte

  1. Ciao Mariuccia,sono Paolo Demarchi(tuo terzo cugino)che,per puro caso,ha scoperto la storia e le foto della famiglia Omizzolo Mario a cui sono profondamente legato non solo perchè la mia nonna Emma Omizzolo(classe 1888) era l’unica sorella di sei figli ma perchè ho dei bei ricordi di tutti Voi avendo per anni frequentato Foza durante le vacanze estive dagli anni 50 sini agli anni 70. Cara Mariuccia,mi ricordo di te,di tutti i tuoi numerosissimi e bellissimi cugini ,di tua mamma Maria e di tuo papà Bruno(imprenditore edile),ma sopprattutto sono legatissimo alla figura nobilissima dello zio Mario(tuo nonno),perche molto vicino alla sua sorella Emma con la quale aveva l’abitudine di intrattenersi ai “tre scioppi”coccolandola con il classico gotto di vino.Lo zio Mario Cursor era un vero gentiluomo ed era ,tra i cinque fratelli,quello che ha sostenuto e consigliato di più la mia nonna che ritrovatasi vedova all’età di 28anni con cinque bambini a carico, è stata costretta ad emigrare a Venaria.Ricordo che nel’64 i tuoi nonni hanno ospitato la mia famiglia nella V/casa per tutto il mese di giugno per via dei lavori di restauro della nostra casa.Hotrascorso con tutti Voi un mese meraviglioso giocando e lavorando nei campi e ricordo la severità di nonna Maria che pretendeva puntualità e silenzio durante i pasti ….il ricordo più folcloristico della tua meravigliosa famiglia era quando sfilava sul viale davanti alla nostra casa al completo con davanti le sorelle ed a seguire il plotone dei nipoti ,tutti bellissimi ma soprattutto orgogliosi di far parte di una famiglia unita e ricca di valori . So che conosci i miei amici Carla e Claudio Colle che parlano sempre di Voi ,avrei piacere di una rimpatriata ……Paolo Demarchi

    1. Grazie Paolo per il tuo scritto, che ha centrato pienamente la famiglia di mia mamma.Anch’io mi ricordo di te,di tua mamma Albina e di tuo zio Mario che andavamo a trovare a Venaria .
      Da ragazzi abbiamo giocato e fatto amicizia .Io vado a Foza nelle vacanze invernali ed estive : Foza ce l’ho nel cuore!Io e marito andremo a Foza alla fine di giugno e pensiamo di fermarci un paio di mesi.Se vieni su, fammelo sapere perché mi piacerebbe rivederti.Il numero del mio cellulare è 3473349303.Cari saluti,
      Mariuccia

      1. Ciao Mariuccia,non immagini quanto mi abbia fatto piacere scoprire sul V/blog la vita e le foto della V/famiglia perchè mi ha permesso di conoscere anche le origini della mia da parte di mamma.Sono orgoglioso delle mie origini fozate ma,da quando i miei parenti hanno deciso di vendere la casa ho tagliato il cordone ombellicale con Foza e mi sono limitato e mi sono limitato a fare solo a fare solo qualche sporadica scappata,fermandomi da Munari.Pierluigi sa che da anni ho scelto di trascorrere le vacanze invernali a Bardonecchia e d’estate vado in Sardegna e quindi non so se riuscirò a programmare una rimpatriata sull’Altipiano. Se decidessimo di ripiegare su Torino o dintorni resto a disposizione,Paolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.