La famiglia Cappellari “Pieroti” nei ricordi di Suor Maria Pia.

Fare memoria delle nostre radici è sempre bello e nostalgico, perché nella vita di ogni famiglia ci sono stati giorni di gioia e di dolore. Con questi pensieri, che mi vengono alla mente, voglio ricordare i miei amati genitori, papà Virginio “Pierotto”, nato nel 1895, di carattere impulsivo ma onesto e buono, e mamma Maria Oro “Marcanta”, nata nel 1900, donna mite e coraggiosa, che sapeva imporsi al momento giusto.

Papà Virginio si commuoveva nel raccontare a noi bambini di quando, nella guerra del 1915/18, si trovava al fronte sul monte Pasubio come artigliere e, in seguito allo scoppio di una granata, rimase sepolto.

I suoi lamenti attirarono l’attenzione di un compagno di sventura il quale, pur sotto il sibilo delle granate, riuscì a scavare e a riportarlo in superficie, ridandogli la vita.

Ricordo che quando papà ci raccontava queste cose la sua voce tremava dalla commozione. Anche di notte spesso si sognava dell’accaduto e gridava dalla paura, così ci diceva mamma.

Questo ricordo rimase vivo in noi bambini anche perché abbiamo avuto la testimonianza di questo valoroso soldato di Mantova che mandava gli auguri ogni anno a Natale e a Pasqua e che un’estate venne a Foza per rivedere papà. Giorni tristi di guerra, di fame e di freddo sul monte Pasubio.

In seguito Virginio fece parte dei reparti d’assalto “Arditi”, fu decorato con Croce di Guerra e divenne Cavaliere di Vittorio Veneto.

Virginio Cappellari nel 1915

Nel 1924 papà, assieme ai suoi fratelli Urbano (nato nel 1900) e Francesco (nato nel 1904), dovette lasciare il paese ed emigrare in Australia, lasciando a casa i nonni Pietro Maria (nato nel 1860) e Giovanna Cappellari “Gret” (nata nel 1862 e sposata nel 1881), con il piccolo Orlando di due anni appena, mentre Raimondo nasceva a settembre, quando il padre si trovava lontano. Anni duri, ci diceva mamma Maria, che non si perse mai di coraggio e fu per i nonni motivo di sostegno e di conforto.

1924. La famiglia Cappellari “Pierotti”: in piedi da sinistra: Luigi, Urbano, Angela Lazzari (moglie di Urbano), Francesco, Amelia. Seduti: il patriarca Pietro Maria (classe 1860) con in braccio il nipote Orlando, Maria Oro “Marcanta” (la mamma di Orlando e di Raimondo che tiene in braccio), Giovanna Cappellari “Gret” (moglie di Pietro). Nella foto non c’è l’altro figlio Virginio, il papà dei due bambini, all’epoca in Australia, dove non molto tempo dopo l’avrebbero raggiunto anche Urbano e Francesco.
Australia, seconda metà degli anni venti del secolo scorso. Seduto al centro della foto Virginio Cappellari con i fratelli Urbano (a destra) e Francesco.

Papà ritornò dall’Australia dopo sette anni, nel 1931. Gli zii ritornarono prima, a causa dei primi sintomi di malattia di Urbano che rimase poi semiparalizzato e costretto su una carrozzella. Bella figura Urbano e non di meno la sua cara Angelina (Angela Lazzari “Organista”).

Al matrimonio di Bianca Cappellari Pierotta, seduti i genitori Urbano e Angela Lazzari “Organista”. A fianco di Bianca le sorelle Amelia e Giovannina ed i fratelli Piero e Dino.

Un altro episodio che papà Virginio non ha mai accettato è stato il richiamo al servizio militare nel 1940/41, per pochi mesi a Gorizia. Orlando in questo periodo insegnava alla scuola elementare di Foza.

1941, da sin. Mario Omizzolo, Vittorio Lazzari e Virginio Cappellari, richiamati alle armi.

Nell’agosto del 1943 Raimondo venne chiamato alle armi. Ricordo che mamma aveva anticipato il battesimo della piccola Liana, nata il 10 agosto del 1943, perché Raimondo fosse presente: ricordi da non dimenticare! La partenza di Raimondo fu veramente dolorosa, mai avevo visto piangere così mamma Maria. Raimondo partiva lasciando in noi tutti tanto dolore; dopo qualche settimana, il 9 settembre 1943, veniva deportato prigioniero in Germania, in un campo di concentramento, a Crems, dove c’erano altri paesani (Antonio Contri , Giulio Biasia, Ermenegildo Martini, Luigi Lunardi). La notizia ci fu comunicata da una signora di Milano con una cartolina scritta da Raimondo, solo l’indirizzo e ci diceva le testuali parole che ricordo ancora: “Vostro figlio, assieme a mio marito, partito per la Germania, vi saluta e vi abbraccia tutti…” Siamo tutti scoppiati in un pianto dirotto. Come non fare memoria e dimenticare questi eventi? Anni dolorosi per la mia famiglia ma il coraggio e la fede dei miei genitori ci ha resi tutti forti, in particolare Orlando che alla partenza del fratello era rimasto triste, molto pensieroso e preoccupato. Raimondo, grazie al Signore, è ritornato a casa dopo un lungo viaggio a piedi, nel 1945. Liana aveva due anni. Il giorno del suo arrivo mamma Maria era alla fontana della piazza per raccogliere l’acqua e vide due giovani salire verso la chiesa. Ad alcune persone, che le chiesero chi potessero essere, rispose: “forse due malghesi che salgono alle melette…” Raimondo, che aveva riconosciuto mamma, tirò dritto e la aspettò davanti casa, vicino alla chiesa. Io ricordo solo che, nel vederlo in cucina circondato da tante persone, caddi svenuta tra le sue braccia. Era tornato anche lui!…

Raimondo Cappellari sul campanile di Foza. Davanti all’osteria di Tin Marcante ( gli attuali “tre s-cioppi” ) si vedono bene il pozzo e il lavatoio. Raimondo sarebbe stato chiamato alle armi nel ’43, a diciannove anni e sarebbe ritornato a casa nel ’45 dopo lunga prigionia.

Un’altra bella figura della nostra famiglia è stato lo zio Luigi, classe 1884 (diventato Commissario prefettizio e poi Sindaco, sposato nel 1908 con Caterina Menegatti Rutz, nata nel 1886).

Luigi Cappellari Pierotto con Catterina (Catina) Menegatti Rutz, in una foto scattata poco prima della morte di Catina.

Persona colta ed intelligente, voleva molto bene a noi bambini, era buono e scherzoso. Qualche volta mi prendeva un po’ in giro per la mia scelta religiosa ma in fondo era orgoglioso di avere una nipote suora. Aveva conseguito la maturità classica, faceva parte del coro parrocchiale e la sua bella voce di tenore risuonava armoniosa in tutte la feste liturgiche; in particolare, nella liturgia della settimana santa era lui che, assieme al parroco, intonava le parti più significative. Nel periodo di guerra fu nominato Commissario del comune di Foza e svolse questo incarico con dignità e competenza, amato da tutto il paese.

Luigi Cappellari Pierotto, classe 1884.
Catterina (Catina ) Menegatti Rutz, classe 1886.

Foza, 1955. Al centro della foto Niva Cappellari (suor Maria Pia) tra i genitori Virginio e Maria Oro. A sinistra, in piedi, Maria Teresa Lazzari e il marito Orlando. A destra Laura Cristiani e il marito Raimondo con la piccola Miriam. Seduti: Piero, Liana, Pierluigi (figlio di Orlando), Nives e Maurizio (figli di Raimondo), Giovanna.

SUOR MARIA PIA (NIVA CAPPELLARI)

Dagli appunti scritti per il libro “Gente di Foza” di Luigi, Gabriele e Rossella Menegatti.

Anno 1942, Niva, allora undicenne, davanti alla chiesa di Foza in occasione della Prima Comunione della sorella Giovanna.
Anno 1946. Niva in primo piano a sinistra, con la coetanea Giacomina Grandotto. Dietro, da sinistra, Laura Cristiani, Raimondo Cappellari, Lucia Rando, Antonio Mazzola, Rita Grandotto, Maria Teresa Lazzari, Orlando Cappellari.
Suor Maria Pia a Foza, anni ’70
11 settembre 2020. Suor Maria Pia con la sorella Liana a Torricelle, sua attuale residenza. Sullo sfondo Verona e il fiume Adige.

2 risposte

  1. Ma maman etait la cousine de soeur maria pia la niva. Je suis tombée sur votre blog par hasard en recherchant toute la famille oro a foza.

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