In ricordo del caro amico Dilvo Martini “S-ciavina”

Desidero esprimere il mio cordoglio e quello della mia famiglia alla moglie Loreta e ai figli Bruno, Katia ed Alessio, per la prematura ed inaspettata scomparsa del caro amico Dilvo.

A te, caro Dilvo, desidero esprimere un grazie per la tua esemplare vita di uomo buono, socievole, attento agli altri.  La tua famiglia ti ama e ti rimpiange, ma tutta la comunità di Foza ha perso con te un uomo di valore. Come dimenticare il prezioso servizio che tu hai prestato per tanti anni e in umiltà alla nostra comunità, trasportando a scuola in tutta sicurezza i nostri scolari, con ogni tempo, sia clemente che con le bufere di neve ad imperversare.

A te e alle tue famiglie di origine mi legano tanti ricordi. Non dimenticheremo mai, io e Bruna, quel giorno di cinquant’ anni fa, ed era appunto il 22 giugno del 1974, quando tu e tuo fratello siete venuti con i vostri strumenti musicali ad allietare e partecipare al nostro matrimonio, suonando e cantando con tutti gli amici in festa. Eravamo giovani e felici e ci stavamo affacciando alla pienezza delle nostre vite, tutte ancora da realizzare, ma eravamo forti e fiduciosi, pieni di speranza ed entusiasmo.

Sei stato un uomo semplice, cordiale e laborioso, come del resto le famiglie cui appartieni.

Ricordo molto bene gli anni difficili, alla fine degli anni ‘50, quando con tuo padre Mario ed altri del paese ci trovavamo nelle proprietà del paese in località Ghertele come operai forestali intenti ai lavori di rimboschimento… ed egli parlava con affetto della sua bella famiglia.

Sulla sinistra la caserma del Ghertele, al centro l’albergo

Dormivamo su giacigli di fortuna nella caserma del Ghertele, di proprietà del comune di Foza, dove non c’erano né acqua, né illuminazione. Alla sera giocavamo a carte al lume fioco di una lampada e poi in camerata a dormire tutti insieme, mentre i più vecchi spaventavano i giovani ammonendoli a badare al “fantasma del Bavarese” che si aggirava di notte nel fabbricato.

Al mattino presto partivamo con gli attrezzi sulle spalle e salivamo oltre la Val Renzola a piantare i pini, mentre altri boscaioli del nostro paese, e tra loro c’erano il sindaco Silvio “Petarutz” e Valente “Catagno”, segavano a mano con il “segon” i grossi tronchi degli alberi, martellati dalle guardie forestali, e poderosi cavalli guidati dai cavallari, tra cui Bepo Chiomento, trascinavano i tronchi fino in prossimità della strada, per essere poi avviati verso le segherie.  

Da sinistra: Silvio Chiomento “Petarutz, Giuseppe Chiomento “Badaile” e Valentino Lunardi “Catagno”

Ricordo gli anni ’70, quando tuo zio Giovanni era un esponente importante dell’amministrazione comunale da me guidata, ricevendo da lui consigli e aiuto disinteressato e competente.

Come dimenticare i tuoi nonni: Florindo, il nonno paterno, che è stato un personaggio di rilievo del paese, per le sue attività lavorative, gestendo tra l’altro la malga del Sasso Rosso. Non mancò nemmeno il suo contributo al governo del paese nel difficile secondo dopoguerra. Nel 1947, negli anni delle ricorrenti crisi amministrative causate dalle tensioni provocate dalla disoccupazione e dalla povertà, egli ricopriva la carica di assessore comunale. Ed ancora, in seguito alle dimissioni del consiglio comunale del 1949, egli fu chiamato ad affiancare il commissario prefettizio, Dante Pellizzaro, come vice Commissario.

Anche il tuo nonno materno Giovanni Contri “Troll” è stato per lunghi anni un riferimento alla buona amministrazione comunale, eletto sindaco l’ 8 aprile del 1946, dopo la parentesi del ventennio fascista. Ma Giovanni Contri, uomo colto e distinto, fu anche al servizio della parrocchia in qualità di Fabbriciere e storico del paese.

A sinistra i nonni paterni di Dilvo, Domenica Oro e Florindo “S-ciavina. A destra il nonno materno, Giovanni Contri “Troll”

Tu non sei stato da meno, caro Dilvo, degli altri esponenti delle tue prestigiose famiglie di origine e nella semplicità e bontà d’animo che ti hanno contraddistinto hai messo su famiglia con la tua cara Loreta ed hai dato la vita ai tuoi cari figli, Bruno, Katia ed Alessio, che ora ti piangono, con il cordoglio dell’intero paese, e con un grazie sincero per la tua vita esemplare di marito, padre ed amico di tutti.

Riposa in pace, amico Dilvo.

Luigi Menegatti

Mario Martini (nato a Foza il 15 luglio 1922, di Domenico Fiorindo Martini e Domenica Oro), papà di Dilvo
Giovanni Martini (nato a Foza il 2 agosto 1925), zio di Dilvo
Dilvo “S-ciavina”

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