Foza e la Grande Guerra.

1916, sullo sfondo il vecchio paese e le contrade ad ovest.

 

1916, soldati in contrada Pubel.

1916, militari italiani presso la croce di San Francesco, situata dove ora si trova la chiesetta. (Dal libro “Il villaggio brucia” di Luigi Menegatti)

Inverno 1916/17. Il vecchio paese ancora integro, sulla destra si vede il campanile che spicca tra la neve.

Il colle di Foza nel 1917, visto da contrada Tomasini. In primo piano la casa della famiglia Lunardi “Ballot”. Sullo sfondo, a sinistra, una abitazione al Labental e più destra contrada Ghechelini. Lungo il profilo del colle, da sinistra, si vedono le case dei Cruni, il centro con il vecchio campanile e l’attuale via Turba.

Ufficiali italiani davanti al campanile di Foza

Foza, anno 1917. Il centro del paese occupato dalle truppe italiane. Il campanile progettato dall’ingegner Slaviero era alto 32 metri e alla base misurava sei metri per sei. Sarà bombardato il 4 dicembre 1917. (Dal libro “Da Foza al mondo” di Luigi e Gabriele Menegatti.)

Soldati nel villaggio. (Dal libro “Il villaggio brucia” di Luigi Menegatti)

Novembre 1917, ultimi giorni dell’esercito italiano a Foza. (Dal libro “Da Foza al mondo” di Luigi e Gabriele Menegatti.)

1917. Foza poco prima del bombardamento, vista dalla strada delle Pale, appena realizzata dal genio militare.

Questa foto è stata scattata nel novembre del 1917 al tornante di casa Gossar, pochi giorni prima della furiosa battaglia combattuta sull’acrocoro delle Melette. Proprio da quella strada, costruita dai nostri genieri, saliranno i reparti imperiali per prendere alle spalle i nostri soldati schierati sulle Melette. Gli imperiali erano scesi da Marcesina lungo la Valgadena e risalendo da contrada Gavelle poterono sfruttare il fattore sorpresa.

Ciepar, novembre 1917, alpini dell’esercito.

Dicembre 1917, soldati e ufficiali austriaci sul lato nord della chiesa di Foza. Dopo il 4 dicembre 1917 l’offensiva dell’esercito austro-ungarico aveva superato la linea difensiva Monte Fior, Castelgomberto, Melette e i nostri combattenti eran dovuti scendere velocemente dai monti, per rifugiarsi più a valle, sotto Sassorosso, il monte Cornon e San Francesco. Gli austriaci presero così il possesso del paese e delle contrade fino al novembre 1918. In questa foto vediamo i soldati davanti alla navata laterale nord della chiesa di Foza, dove era stata costruita una baracca con postazione telefonica. Più sulla destra alcuni ufficiali stanno consultando delle mappe.

1917

Straordinaria immagine ripresa, nel dicembre 1917, da un fotografo dell’esercito austriaco a Sassorosso. Il campanile del vecchio paese è stato già colpito, ma la gran parte delle abitazioni è ancora in piedi. Più a destra, sul “col dei Poi”, si vede un edificio integro nella posizione dove ora c’è la vecchia casetta con stalla di Guglielmo Cristiani, restaurata dal nipote Tiziano. Più a sinistra, dopo il colle del Monumento, si vedono le prime case del Pubel. La macchia scura che si nota prima di esse, potrebbe essere dovuta allo scoppio di una grossa granata, avvenuto al momento dello scatto. Scendendo con lo sguardo verso la Valcapra, si notano le numerose buche provocate dalle esplosioni. I bombardamenti arrivavano dal Monte Grappa, ma fu un aereo tedesco a centrare la polveriera che si trovava in valle, procurando una strage e distruggendo la contrada. In seguito anche il centro del paese andò a fuoco.

Dicembre 1917, un colpo di cannone abbatte il campanile.

1918. Il paese distrutto.

Il paese distrutto.

Il paese distrutto.

Il paese distrutto.

Il paese distrutto.

Ai confini ovest di Foza, la distruzione della chiesetta e delle case di Campanella, frazione del comune di Gallio.

Soldati italiani sulle cenge del Cornon

1918. I soldati austriaci si trovano sul versante est del colle del Pubel, verso la Valcapra e Sassorosso. Sulla sinistra la Meletta di Foza.

Soldati marciano verso la Valcapra semidistrutta.

Ronchetto

27 gennaio 1918

28 gennaio 1918

Foza, 1918.

Militari dell’esercito italiano a San Francesco nell’autunno del 1918. Foto di Alessandro Pontarollo.

In questa storica foto di Foza, scattata dopo la distruzione del paese,  si può leggere, sul carro a fianco del campanile, la scritta: “Ditta Brotto Pietro spedizioni Bassano”. Naturalmente non ci sono ancora, nei colli sullo sfondo, il Monumento ai Caduti e la Chiesetta di San Francesco.

1919.

La cartolina ricordo della cerimonia inaugurale del Cippo in memoria del Generale Turba e dei Caduti della Brigata Perugia, posto sul monte Castelgomberto il 22 Luglio 1928.

Cippo di Castelgomberto

Il cimitero Militare di Foza, confinante a nord con il Cimitero del paese.

I combattenti della Grande Guerra.

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